ALFONSO PELINO, discendente da Berardino Pelino che aveva fondato la Casa nel 1783, nacque ad Introdacqua (a 5 km. da Sulmona) il 28 ottobre 1858; ereditati dal Padre Francesco Paolo, commerciante ed imprenditore, mezzi finanziari e quello spirito d'imziativa che ne aveva fatto uno dei più attivi uomini d'affari dell'Italia centrale (operava anche a Roma fin dal 1859), egli giunse a Sulmona, già esperto ed avviato nell'industria, nel 1882.
Qui impiantò, l'anno seguente, una fabbrica di confetti (con annessi negozi di vendita) all'angolo fra Corso Ovidio e Piazza Grande (Piazza Garibaldi).
Il "Giornale dei Pasticcieri e Confettieri" di Milano scriveva in prima pagina il 15 luglio 1921: "La stessa figura maestosa e quasi gigantesca diè ad ALFONSO PELINO un'imponenza straordinaria...
Egli ad una prodigiosa vita esteriore unì una vertiginosa

attività interiore fatta di nobili propositi e di fulgidi miraggi e sentì così la necessità di ingrandire la sua azienda.
Fabbricò in località centralissima di Sulmona uno stabile per la produzione dei confetti, stabile che fu in seguito ampliato tanto da essere la migliore e più grande fabbrica di Sulmona.
Nè la sua ascensione nel campo industriale si arrestò, perchè nel 1905 fabbricò nei pressi della Stazione ferroviaria di Sulmona-Introdacqua un vasto stabilimento ed oltre ai confetti, aprì ancora una "Fabbrica di Citrato effervescente", la quale fabbrica, arricchita da uno speciale macchinario, ideato e brevettato dal figlio Mario, degno continuatore delle paterne tradizioni, gli diè modo di conseguire i più grandi premi e le più alte onorificenze alle varie esposizioni estere e nazionali, dove presentò le sue produzioni ritenute ormai di fama mondiale".
Fu consigliere della Camera di Commercio di L'Aquila e della "Scuola di Arti e Mestieri" di Sulmona.
Contribuì in grande misura all'organizzazione del convegno ciclistico nazionale che si tenne a Sulmona il 14 luglio 1907. Morì il 31 maggio 1921, lasciando al figlio Achille il negozio in Corso Ovidio, al figlio Riccardo un altro negozio in Corso Ovidio e al figlio Mario la fabbrica in Via Stazione Introdacqua.